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Posted at 9:31am
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Thomas Quasthoff - “Der Leiermann”, Winterreise, Franz Schubert

Posted at 5:18pm

 


Natalie Dessay, Bach Cantatas recording session, Aria “Ich habe genug”

Posted at 4:43am

 


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Posted at 1:10pm

 


Non ho molto da aggiungere.

Non ho molto da aggiungere.

(Source: mnemosyneindust)

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Posted at 10:14am
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Jeanne Moreau, Ascenseur pour l’échafaud (Louis Malle, 1957)

Posted at 2:21am

 


Credo che il nostro sia un lavoro meraviglioso e creativo. Personalmente non lo cambierei con nessun’altro. Questo lavoro tratta di materiale vivente diversamente dallo scultore, o dall’artista o dall’attore. Un regista teatrale o un produttore cinematografico deve lavorare con marionette o con attori addestrati invece che con persone viventi. Persino lo “psicodramma” si basa sulla recitazione, sulla rappresentazione dei ruoli, e non sulla vita stessa, come nel nostro lavoro. Ho scoperto che il mio notevole interesse per il teatro è diminuito un po’ giacché, in diversi modi, una rappresentazione teatrale, a meno che non sia di primo livello, viene a perdere in paragone al dramma della realtà che ho di fronte. Non dobbiamo, come Prometeo, plasmare gli uomini a nostra immagine, bensì nella loro, per aiutarli, come ha detto Nietzsche, a divenire quelli che sono. Le loro personalità emergono per proprio conto. La metodologia non deve essere una camicia di forza: benché le sue radici e i suoi principi debbano essere compresi e rispettati, ciascun terapeuta ha il proprio stile.
S. H. Foulkes, “La psicoterapia gruppoanalitica”
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Posted at 1:48am

 


A Pie For Mikey, probabilmente una delle più toccanti lezioni di umanità da parte della comunità di food blogger americani.

Posted at 12:08am

 


A religious mission, if you will, not giving in to easy traps. The easiest of all is Power. Because Power corrupts, Power engulfs you, Power pulls you inside of it! Do you understand? If you stand next to a presidential candidate during a campaign, if you go to dinner with him and talk with him you become his henchman, right? One of his operators. I’ve never liked it. My instinct has always been to stay away from it. Really stay away, while today I see many young people that enjoy, that flourish at the idea of being near Power, having a close relationship with Power, sleeping with Power, going to dinner with Power, to achieve prestige, glory, maybe information. I’ve never done that. You can call it a form of morality. I’ve always had this sense of pride that made me stand right in front of Power, look at it in the eye and flip it off. I opened the door, I put a foot in, I entered, but when I was in its room, instead of pleasing it I controlled what was wrong, I asked questions. This is journalism.
Tiziano Terzani
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Posted at 3:39pm

 


La meglio gioventù

Tra ieri e oggi ho visto tutte e sei le lunghe ore di un meraviglioso film italiano il cui titolo campeggia come titolo di questo post. L’ho guardato con l’ammirato stupore di chi vede un mondo possibile e sconosciuto, di un’Italia che spiega questa Italia. Ho visto pezzi di storia e pezzi di vita intrecciarsi, svolgersi e precipitare in un modo che non conoscevo. Né avrei avuto modo di conoscerlo. 

Quel che io ho sperimentato è stato un mondo molto diverso, appena uscito da un lungo periodo di schiavitù e dittatura, un mondo ansioso di riscattarsi e vendicarsi. Sono figlia della rivoluzione, sono nata nell’89. Non ho visto la parte peggiore, ma solo il progressivo e inesorabile percorso verso l’americanizzazione. 

Identità nazionale calpestata, vergogna urente di appartenere a quella bandiera. 

Ma il mio orgoglio nazionale ha dovuto aspettare di arrivare in Italia per venire definitivamente deriso, infinitamente infranto. Prima grazie a un’orgogliosa insegnante di italiano alle medie, poi in tutte le piccole cose che ogni giorno e ogni momento mi fanno sentire messa da parte.

Un po’ come la Esther Summerson dickensiana, io non sono come tutti gli altri, io sono “messa da parte”. Fondamentalmente perché non sono né carne né pesce. Arrivata in Italia a soli dieci anni, ho assimilato molto dell’Italia pur mantenendo le mie tracce originarie. 

Sono un ibrido, un mostro, una chimera. E in quanto tale sono messa da parte, nonostante sia arrivata ad amare questo strano, bel Paese.

Ma come tutti gli amori, rischia di infrangersi come vetro se viene continuamente percosso. Ho guardato “La meglio gioventù” con le lacrime che mi spuntavano dagli occhi.

Perché era bello, bellissimo. E perché non mi appartiene, appartiene solo a voi. VOI che potete gloriarvi di essere nati qui, di appartenere a questa cultura e a questa gloriosa storia. 

Io, invece, non ho altro che le campagne, lo sciacallaggio, il terrore dei servizi segreti, e infine i film in inglese, di cui gloriarmi.

Se non riesco a trattenere le lacrime è anche per questo. Amo qualche cosa che non avrò mai e che non potrò mai essere, per quanti meriti io possa acquistare.

Ed ogni giorno, ogni istante, c’è qualcuno pronto a ricordarmelo con quel crudele orgoglio che colpisce incosciente e sereno.

Non ho niente. Non mi è rimasto niente. Solo le lacrime salate che nessuno vede, alle 04:47 a.m.

 
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Posted at 10:48pm